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AGGIORNAMENTI CULTURALI: NECK SCHOOL - LA SCUOLA DEL COLLO

Nei libri Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica (testo per insegnanti di educazione fisica  e fisioterapisti) e Mal di schiena – Prevenzione e terapia delle algie vertebrali (manuale pratico rivolto agli allievi della Back School e della Neck School, cioè ai soggetti che soffrono di lombalgia e cervicalgia), Edizioni  Edi – Ermes, viene esposto il programma di Back School, così come viene svolto presso la palestra MILANINO BACK SCHOOL.

La Neck School è la scuola del collo, cioè è l’adattamento della Back School in funzione della prevenzione e della terapia della cervicalgia e della cervicobrachialgia.

L’importanza della lordosi cervicale

Il capitolo dedicato alla Neck School (Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e  verifica) inizia con l’analisi del meccanismo che provoca il dolore a livello cervicale. Si descrive l’importanza delle curve fisiologiche della colonna vertebrale.
A livello cervicale si ha una lordosi, cioè una curva a concavità posteriore.
Quando si ha la giusta lordosi il capo è in equilibrio e la pressione si distribuisce in modo uniforme sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari).

In questo modo la colonna vertebrale è più solida, capace di sopportare, senza problemi, pressioni anche elevate. È la posizione che coincide con l’orizzontalità dello sguardo.
L’alterazione della lordosi rende la colonna più instabile, meno resistente, meno capace di sopportare pressioni e, di conseguenza, con il tempo, ciò provoca cervicalgia e usura delle strutture vertebrali.

Posture e movimenti in flessione
Nelle posture in flessione la lordosi cervicale si rettifica o peggio diventa cifosi: la pressione aumenta sul pilastro anteriore, cioè, sul corpo vertebrale e sui dischi intervertebrali. Lo spazio tra i  corpi si riduce anteriormente e aumenta posteriormente, il nucleo polposo viene spinto all’indietro mettendo in tensione le fibre posteriori dell’anello fibroso. In questa  posizione di alterato equilibrio il rachide cervicale è più  instabile, meno resistente, meno capace di sopportare pressioni.

Naturalmente se le posture scorrette in flessione vengono mantenute per brevi periodi non provocano danni né cervicalgia. Se, al contrario, vengono mantenute per tempi  prolungati possono scatenare una cervicalgia. Il dolore, in questi casi non è altro che un messaggio intelligente, un segnale di allarme della colonna vertebrale che cerca di far capire il suo maltrattamento ed esprime il bisogno di cambiare posizione.  Infatti è sufficiente cambiare posizione e correggere la postura scorretta per eliminare la cervicalgia. Mckenzie definisce questa situazione sindrome posturale.

Nei testi citati vengono descritte con disegni e foto a colori le numerose attività quotidiane che spesso costringono in modo ripetuto e prolungato il rachide cervicale in  flessione.


Effetti negativi delle posture e dei movimenti in flessione sui dischi

È evidente come nel soggetto sano, finché il disco intervertebrale è intatto, il nucleo polposo, dopo essersi spostato all’indietro  nei movimenti di flessione, si riposiziona  in avanti nel movimento di raddrizzamento del capo. Ma il costante mantenimento di posture in flessione per tempi prolungati, la ripetizione esasperata dei movimenti di flessione può provocare un’usura  precoce dei dischi. Quando le fibre dell’anello fibroso sono degenerate le continue o brusche sollecitazioni che spingono indietro il nucleo discale possono impedire il suo riposizionamento in avanti, determinando uno  spostamento persistente che  può essere solo una protrusione o un’ernia discale. Si possono, originare così i sintomi caratteristici della sindrome da derangement anche a livello cervicale.

Inversione della lordosi cervicale

Il mantenimento prolungato delle posture in flessione può modificare gradualmente la normale lordosi fisiologica: la colonna cervicale  anziché concava può diventare  convessa e la lordosi si trasforma in cifosi.
È quello che avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore in auto, nel tempo libero  e, spesso, anche durante il riposo notturno.

Questi soggetti, quando vanno in pensione e, talvolta, anche prima, presentano i segni della loro postura abituale sulla colonna vertebrale che gradualmente si irrigidisce  in flessione e perde la capacità di estendersi.

È una delle condizioni che Mckenzie classifica con il termine di sindrome da disfunzione: essa esprime la riduzione della funzionalità del rachide che, in questo caso,  non è in grado di eseguire i movimenti di estensione nella loro ampiezza fisiologica.

Posture e movimenti in estensione
Esistono posizioni in cui la lordosi cervicale si accentua: in esse aumenta la pressione sul pilastro posteriore ed il nucleo polposo è sollecitato a spostarsi in avanti.
Nei testi citati vengono descritte con foto a colori le posture e i movimenti in estensione e anche le altre posture potenzialmente nocive per il rachide cervicale.


GLI ESERCIZI UTILI PER CHI SOFFRE DI CERVICALGIA
EDUCAZIONE POSTURALE

Prima di apprendere un buon controllo posturale del rachide cervicale è indispensabile saper controllare il bacino perché dalla sua posizione  dipende l’equilibrio di tutto il rachide. Pertanto prima di eseguire gli esercizi specifici per il rachide cervicale occorre eseguire gli esercizi di antero-retroversione del bacino in posizione supina, quadrupedica e seduta.

L’orizzontalità dello sguardo
Una volta appresa e automatizzata la capacità di mantenere la giusta lordosi lombare, sarà possibile acquisire l’obiettivo fondamentale  della Neck School: la capacità di mantenere la fisiologica lordosi cervicale con il concetto di orizzontalità dello sguardo (esercizio NS1, capitolo 13°, Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione  e verifica,  esercizio n.57, capitolo 10°, Mal di schiena – Prevenzione e terapia delle algie vertebrali).

ALTRI ESERCIZI

Lo stesso capitolo (Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica) continua proponendo il programma completo di esercizi specifici per il rachide cervicale:
· n. 17 esercizi di mobilizzazione (esercizi da NS2 a NS18);
· n. 13 esercizi per decomprimere i dischi (esercizi da NS19 a NS31);
· n. 5 esercizi di stabilizzazione (esercizi da NS32 a NS36);
· i movimenti optocinetici (esercizi da NS37 a NS39).

Benedetto Toso

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