Vai ai contenuti

AGGIORNAMENTI CULTURALI: BONE SCHOOL - LA SCUOLA DELL'OSSO

Nel libro Back School, Neck School, Bone School – Programmi di lavoro specifici per le patologie del rachide, Edizioni Edi – Ermes, capitolo  7°, viene esposto il programma di Bone School, così come viene svolto presso la palestra MILANINO BACK SCHOOL.


la Bone School (scuola dell’osso) è una particolare forma di Back School adattata in funzione della prevenzione dell’osteoporosi. È rivolta soprattutto alle  signore, a partire dai primi anni della menopausa per attuare un’efficace azione educativa e preventiva nei confronti dell’osteoporosi.

Il programma della Bone School viene articolato sugli stessi sei cardini che ho proposto per la Back School:

· 1° cardine: informazione
· 2° cardine: ginnastica preventiva e rieducativa
· 3° cardine: uso corretto della colonna vertebrale
· 4° cardine: tecniche di rilassamento
· 5° cardine: alimentazione e stile di vita
· 6° cardine: consuetudine alle attività motorie, ricreative e sportive.


1° CARDINE: INFORMAZIONE

Anche per la Bone School il primo passo fondamentale è l’informazione.
Si inizia come per la Back School con le nozioni riguardanti l’anatomia e la fisiologia del rachide, in modo che ognuno conosca bene come è fatta la colonna vertebrale, come funziona, qual è il meccanismo che produce il dolore  per evitare di azionarlo. Se la Back School porta l’attenzione in particolare sui dischi intervertebralie e sulla loro importanza nel determinare i dolori vertebrali, la Bone School aggiunge le nozioni riguardanti l’osteoporosi, cioè:
· la funzione e l’importanza delle ossa;
· le fratture tipiche dovute all’osteoporosi e la loro prevenzione;
· i fattori di rischio dell’osteoporosi;
· i metodi di diagnosi;
· l’importanza dell’attività motoria e dell’alimentazione.
Se l’obiettivo fondamentale della Back School è di portare gradualmente gli allievi all’uso corretto del rachide per evitare i problemi dovuti al "
cattivo uso"; l’obiettivo  della Bone School è di evitare i problemi dovuti al "disuso", cioè alla carenza di movimento.

Definizione dell’osteoporosi
Si definisce osteoporosi la riduzione della massa ed il deterioramento della microstruttura del tessuto osseo che conducono ad una fragilità  ossea e ad un conseguente aumento del rischio di frattura.

La perdita di tessuto osseo avviene in modo nascosto e silenzioso, senza provocare alcun dolore; purtroppo, il primo episodio rivelatore dell’osteoporosi è spesso  proprio una frattura, dovuta ad una caduta o ad un piccolo trauma.

Per comprendere meglio il meccanismo che, in presenza di osteoporosi, agevola la frattura, è utile conoscere più da vicino le ossa.
Pertanto nel paragrafo successivo viene descritta la struttura e la funzione delle ossa.

È utile conoscere anche i diversi tipi di cellule che costituiscono il tessuto osseo: gli osteoblasti,  gli osteociti, e gli osteoclasti.


L'evoluzione della massa ossea nel corso della vita

È interessante osservare sulla MOC il grafico dell'evoluzione della massa ossea nel corso della vita.
In questo paragrafo vengono dettagliatamente descritte tre fasi.


1. La fase di incremento della massa ossea

2. La fase di consolidamento

3. La fase di riduzione

Osteopenia, osteoporosi, osteomalacia

La riduzione della massa ossea che si produce fisiologicamente con il passare degli anni viene definita osteopenia.
Il termine
osteoporosi si utilizza, invece, quando i valori della massa ossea risultano ridotti in modo più marcato, tanto da provocare fratture anche per traumi minimi.


Fratture tipiche dell’osteoporosi
Nel decennio scorso il numero di fratture negli anziani si è quasi raddoppiato e, secondo le previsioni, il 40% delle donne che hanno superato i 50 anni di età subirà una frattura conseguente alla presenza di osteoporosi (Walsh, 1998).

Le sedi più frequenti delle fratture sono il radio, il femore e i corpi vertebrali.
Le fratture del radio, l’osso dell’avambraccio, posto sul lato del pollice, sono, normalmente, conseguenza di una caduta in avanti, quando istintivamente si portano le mani avanti per proteggere il corpo  dall’impatto con il terreno.
Dopo i 60 anni, sempre in conseguenza di cadute, si verificano frequentemente le fratture del femore, dovute alla riduzione della massa ossea, soprattutto a livello del collo del femore.
Anche le ossa della colonna vertebrale, in particolare i corpi vertebrali, possono subire fratture in conseguenza dell’osteoporosi.


Cedimenti vertebrali per osteoporosi
La presenza dell’osteoporosi non provoca di per se alcun dolore. L’osteoporosi diventa responsabile dell’insorgenza del dolore quando la sua presenza ha favorito un cedimento strutturale di uno o più corpi vertebrali.

I cedimenti strutturali delle vertebre possono manifestarsi in modo diverso: microfratture, deformazioni a lente biconcava, cuneizzazioni, schiacciamenti veri e propri.
La cuneizzazione è dovuta al cedimento del muro anteriore del corpo vertebrale; essa si verifica con maggiore frequenza a livello dorsale (D6, D7, D8 e D9).
Il cedimento del muro anteriore dei corpi vertebrali e le conseguenti deformazioni a cuneo sono responsabili dell’ipercifosi senile, che si manifesta con il dorso curvo e con una riduzione della statura.
Le fratture dovute all’osteoporosi provocano una significativa disabilità che condiziona il sonno e le normali attività quotidiane, il vestirsi, il camminare, il sollevare pesi anche leggeri e il trasportarli.

Fattori di rischio
Molti sono i fattori che favoriscono l’insorgere dell'osteoporosi: il sesso, la razza caucasica o asiatica, la costituzione magra, i fattori legati alla menopausa e all’invecchiamento, le abitudini di vita, quali insufficiente  apporto dietetico di calcio, scarsa attività fisica, fumo e alcool.
Nel testo vengono analizzati dettagliatamente, distinguendoli in:
· fattori di rischio che non possono essere evitati;
· fattori di rischio in parte controllabili;
· fattori di rischio che possono essere eliminati.
Ad ogni fattore di rischio viene dedicato un paragrafo.

Fattori di rischio che non possono essere evitati

· Età e sesso

· Razza caucasica o asiatica
· Predisposizione familiare
· Menopausa precoce
· Assenza prolungata di carico e immobilizzazione forzata

Fattori di rischio in parte controllabili
· Costituzione magra

· Farmaci



Fattori di rischio che possono essere eliminati
· Scarsa attività fisica

· Mancanza di esposizione alla luce solare

· Errori dietetici
· Caffeina, nicotina e alcool
· Uso eccessivamente prolungato del corsetto


Misurazione della massa ossea
Da poco più di un decennio sono state sviluppate nuove tecniche che permettono di calcolare in modo preciso la densità ossea. Diagnosticando precocemente l’osteoporosi è possibile ottenere migliori risultati nella prevenzione dei suoi  danni e ridurre la sua evoluzione.

Nel testo vengono descritte le tecniche di misurazione della massa ossea: la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) a singolo ed a doppio raggio fotonico, la MOC digitale  a raggi x, la Tomografia Assiale Computerizzata Quantitativa (QCT).

Avere a disposizione questi precisi e sofisticati strumenti diagnostici non significa che tutti a 50 anni devono sottoporsi ad essi. L’iter diagnostico inizia sempre con  la visita medica. L’esame clinico permette di evidenziare, oltre che i sintomi dell’osteoporosi, anche la presenza dei fattori di rischio appena descritti. Sulla base di queste indicazioni il medico valuta se è necessario eseguire ulteriori  accertamenti diagnostici.

Benefici del movimento
L’osteoporosi viene definita anche malattia da disuso, perché spesso trae origine dall’assenza prolungata di carico e dall’immobilizzazione.

L’osso è un tessuto vivo: la sua crescita è stimolata dal movimento e dagli sforzi meccanici.

Le ricerche hanno dimostrato che la ripetizione di carichi regolari sulle ossa aumenta significativamente la loro densità, permette di costruire delle riserve di tessuto osseo,  di prevenire e ritardare l’inevitabile riduzione della massa ossea dovuta all’invecchiamento. Se ben programmati e dosati i giusti esercizi possono invertire il processo osteoporotico anche quando è già avviato.
Il movimento non solo è fondamentale per aumentare la densità ossea ma è anche insostituibile per prevenire le cadute che sono responsabili della maggior parte delle fratture da osteoporosi.
Il movimento, dopo l’allegria e la gioia di vivere è la miglior medicina per l’osteoporosi.
La miglior prevenzione dell’osteoporosi inizia fin dalla più tenera età.

· Durante la crescita è necessario aumentare il più possibile il livello di massa ossea con  la consuetudine quotidiana a giocare all’aperto nell’infanzia e con la pratica di idonee attività motorie e sportive nell’adolescenza.

· Durante l’età adulta è importante mantenere elevato il livello di massa ossea, con un  costante esercizio delle capacità fisiche di base.
· Nella terza età le consuetudini al movimento e le capacità fisiche acquisite, permettono di continuare le attività motorie e sportive  adattandole alle limitazioni imposte dall’età e attenuare, così, l’inevitabile riduzione della massa ossea.


2° CARDINE: GINNASTICA PREVENTIVA E RIEDUCATIVA


Il libro
Back School, Neck School, Bone School – Programmi di lavoro specifici per le patologie del rachide, nel 7° capitolo espone dettagliatamente il programma dell’intervento chinesiologico  che in presenza di osteoporosi può essere preventivo o rieducativo:
· piano di lavoro preventivo per l’incremento della massa ossea e la prevenzione delle fratture;
· piano di lavoro rieducativo in esiti di frattura vertebrale da osteoporosi.

Piano di lavoro in presenza di osteoporosi per l’incremento della massa ossea e la prevenzione delle fratture

·  
Miglioramento dell’efficienza dell’apparato respiratorio  (esercizi da ER1 a ER9).

·  
Miglioramento del controllo del rachide (esercizi da EP1 a EP41).

·  Riduzione della rigidità del rachide  (esercizi da EM1 a EM10, da EM24 a EM61).

·  
Miglioramento dell’elasticità muscolare (esercizi  da EA1 a EA16).

·  Potenziamento muscolare e stabilizzazione del rachide  (esercizi da ES1 a ES26 e da ES42 a ES46).

·  
Incremento della massa ossea con esercizi in carico

Se l’assenza di carico provoca una graduale riduzione della massa ossea, può essere utile applicare dei carichi in modo graduale, ripetitivo e costante per ottenere il processo inverso e incrementare la  massa ossea.
Gli esercizi di carico vengono chiamati esercizi di
bone loading, che è il termine inglese che esprime il carico sulle ossa.
Occorre inserire in ogni seduta di ginnastica esercizi di
bone loading, per gli arti superiori, per gli arti inferiori e per la colonna vertebrale (Back School, Neck School, Bone School – Programmi di lavoro specifici per le patologie del rachide, 7° capitolo).

·
Miglioramento dell’equilibrio
La maggior parte della fratture dell’anziano è dovuta ad una caduta.
Una elevata percentuale di anziani, oltre un terzo, cade almeno una volta all’anno.
La caduta non è dovuta a circostanze pericolose, perché nella maggior parte dei casi, avviene in casa, cioè in un ambiente conosciuto e durante il giorno, in buone condizioni di luce.
Gli anziani che hanno subito una frattura hanno evidenziato condizioni fisiche scadenti, in particolare riduzione della forza degli arti inferiori, difficoltà di equilibrio e riduzione della vista.
Le doti di equilibrio hanno un’importanza fondamentale nella prevenzione delle cadute.
Per ottenere un buon equilibrio sia statico che dinamico e per la prevenzione delle cadute, occorre, innanzitutto, procurarsi una base stabile. A questo scopo è utilissimo l’esercizio del
grounding, (EP18).
Poi, si continua con gli esercizi sui piani instabili e oscillanti, sui grandi palloni da fitness e sul cilindro propriocettivo (esercizi da EE1 a EE15). Gli esercizi sui piani instabili e oscillanti e sui palloni,  essendo eseguiti in carico, sono molto utili anche per incrementare la massa ossea.
Il miglioramento dell’equilibrio è bene che sia completato con le attività sportive che lo sollecitano in modo positivo, come, ad esempio, il fondo sugli sci, lo sci alpino ed il ciclismo.

·
Addestramento alle cadute
È utile inserire nel piano di lavoro anche gli esercizi di coordinazione e di destrezza che sviluppano capacità che, in caso di caduta permettono di ridurre gli effetti negativi del trauma.

PIANO DI LAVORO RIEDUCATIVO IN ESITI DI FRATTURA VERTEBRALE DA OSTEOPOROSI

Il trattamento dei dolori vertebrali nell’osteoporosi quando ci si trova di fronte ad una frattura recente è diverso rispetto a quando i dolori sono dovuti agli  esiti di cedimenti vertebrali verificatisi molto tempo prima.

Nel testo vengono date le indicazioni sul programma riabilitativo in presenza di dolori vertebrali da frattura recente. In paragrafi successivi si parla dei consigli relativi  al riposo a letto, all’uso del corsetto; vengono descritti gli esercizi da eseguire durante il periodo di riposo a letto, durante il trattamento ortesico e nel periodo in cui viene abbandonato gradualmente il corsetto (Back School, Neck  School, Bone School – Programmi di lavoro specifici per le patologie del rachide, 7° capitolo).

Nei paragrafi successivi dello stesso capitolo vengono date le indicazioni specifiche riguardanti il 3°, 4°, 5° e 6° cardine: uso corretto, tecniche di rilassamento, alimentazione e stile di vita, consuetudine  alle attività motorie. In particolare vengono consigliate le attività motorie, sportive e ricreative, utili per incrementare la massa ossea.

Benedetto Toso

Torna ai contenuti