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AGGIORNAMENTI CULTURALI: SPORT E MAL DI SCHIENA

Nei libri Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica (testo per insegnanti di educazione fisica  e fisioterapisti) e Mal di schiena – Prevenzione e terapia delle algie vertebrali (manuale pratico rivolto agli allievi della Back School e della Neck School, cioè ai soggetti che soffrono di lombalgia e cervicalgia), Edizioni  Edi – Ermes, viene esposto il programma di Back School, così come viene svolto presso la palestra MILANINO BACK SCHOOL.

In particolare, nel 11° capitolo (Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica), viene descritto  dettagliatamente il programma specifico di Back School, proposto agli atleti che soffrono di algie vertebrali: lombalgia, lombosciatalgia, dorsalgia, cervicalgia, cervicobrachialgia.


LE CAUSE DEL DOLORE VERTEBRALE NELL’ATLETA

Come nell’attività lavorativa anche nell’attività sportiva il rachide viene sollecitato sia in modo statico sia in modo  dinamico.
L’atleta, tuttavia, temprato dalla sua preparazione psico-fisica è meno esposto ai fattori di rischio tipici di chi conduce una vita sedentaria: la sua forma fisica non è scadente, né di solito l’atleta è in sovrappeso.

D’altra parte l’attività sportiva, spingendo l’atleta al massimo delle sue capacità spesso provoca delle sollecitazioni talmente elevate che possono  forzare la colonna vertebrale al di la delle sue possibilità:
·  eccessive pressioni dovute a sovraccarichi;

·  movimenti forzati di iperestensione che possono danneggiare le strutture posteriori del rachide;
·  movimenti forzati di iperflessione che possono danneggiare la parte anteriore del rachide: il corpo vertebrale e il disco intervertebrale;
·  movimenti di torsione potenzialmente lesivi sia per le componenti anteriori della colonna che per quelle posteriori; la torsione diventa  ancora più dannosa quando è abbinata alla flessione o all’estensione;
·  esposizione agli stress di vibrazione.
Ogni sport richiede la ripetizione di uno o più movimenti tra quelli appena elencati.
Occorre, ovviamente, tenere presente che lo sportivo esegue il proprio gesto atletico non solo durante le competizioni, ma anche, in modo ripetuto, negli allenamenti quotidiani. Tale ripetizione effettuata per tempi lunghi e con elevata intensità  provoca microtraumi sulle strutture muscolo–scheletriche, sui tendini e sui legamenti.
Queste sollecitazioni diventano ancora più dannose se l’atleta non ha una buona preparazione atletica oppure se manca una adeguata preparazione tecnica. Ne consegue che anche l’atleta come il lavoratore  può soffrire di dolori vertebrali.
L’attività agonistica si trasforma in elevato fattore di rischio quando lo scopo principale diventa quello di raggiungere la prestazione e il successo e si perde di vista il bene primario, la salute psicofisica.
Le sedute di allenamento troppo intense, gli impegni agonistici ripetuti e ravvicinati senza le giuste pause di recupero, sottopongono ad elevata pressione e ad usura precoce la colonna vertebrale. Ecco che allora una  grande percentuale di atleti, anche in giovane età, soffre di dolori vertebrali.

Il disturbo più diffuso è la lombalgia, perché la zona lombare è sottoposta a maggior carico; più raramente l’atleta soffre di cervicalgia.


BACK SCHOOL PER L’ATLETA

La Back School per l’atleta è articolata sugli stessi cardini che ho più volte ripetuto e descritto. Vediamo come adattare il programma in funzione delle esigenze  dell’atleta.


1° Cardine: informazione
(vedi libro per insegnanti, Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica, Edizioni Edi.Ermes o manuale pratico per pazienti  lombalgici, Mal di schiena – Prevenzione e terapia delle algie vertebrali, Edizioni Edi.Ermes)


È necessario che anche l’atleta conosca bene come è fatta la colonna vertebrale, come funziona, qual è il meccanismo che produce il dolore per evitare di azionarlo.
· Conoscere le funzioni della colonna vertebrale per l’atleta è molto importante perché l’attività sportiva esige la loro massima efficienza: basta pensare  a come è sollecitata la funzione di sostegno nel sollevamento pesi e come è spinta fin oltre i limiti fisiologici la funzione di mobilità nella ginnastica artistica.
· Conoscere i valori della pressione intradiscale nelle posizioni, nei movimenti e negli esercizi permette non solo di evitare l’uso  scorretto, ma anche di conoscere i limiti della colonna vertebrale.
· Le stesse nozioni, inoltre, sono utili per evitare gli esercizi di preparazione atletica che sono potenzialmente nocivi perché provocano  pressioni elevate sui dischi.
· Conoscere l’importanza delle curve fisiologiche è fondamentale per poterle possibilmente rispettare nelle posizioni e nei gesti  tipici del proprio sport. Se, al contrario, la propria specialità costringe ad alterare le curve, l’atleta viene motivato ad inserire nel suo allenamento quotidiano gli esercizi di compenso per riequilibrare la colonna vertebrale.


2° Cardine: ginnastica preventiva, compensativa e stabilizzazione del rachide
(vedi libro per insegnanti, Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e  verifica, Edizioni Edi.Ermes o manuale pratico per pazienti lombalgici, Mal di schiena – Prevenzione e terapia delle algie vertebrali, Edizioni Edi.Ermes)


L’atleta deve conoscere ed eseguire con regolarità il seguente programma d’esercizi che costituirà parte integrante della preparazione atletica specifica per la propria attività sportiva:
·  gli esercizi utili per migliorare il controllo del rachide;
·  gli esercizi per decomprimere i dischi intervertebrali, da utilizzare nelle pause e al termine  degli allenamenti e delle competizioni;
·  gli esercizi di compenso per riequilibrare la colonna vertebrale quando l’attività sportiva costringe a posizioni o movimenti che  alterano le curve fisiologiche;
·  gli esercizi di mobilizzazione e di allungamento muscolare per colmare eventuali carenze e per prevenire gli infortuni;
·  gli esercizi per stabilizzare e proteggere la colonna vertebrale durante la pratica sportiva.

3° Cardine: uso corretto della colonna vertebrale
Aver conosciuto la colonna vertebrale (1° cardine), aver imparato a controllarla, a proteggerla (2° cardine), permettono di acquisire  la capacità di usarla correttamente. E’ un obiettivo fondamentale anche per gli atleti.
Abbiamo visto che lo sport può causare direttamente dolori vertebrali. Tuttavia, quando il dolore insorge non durante la pratica sportiva ma dopo la sua conclusione, spesso la causa del dolore non è da attribuire allo sport ma alle posizioni  che l’atleta assume al termine dell’allenamento o della gara. Quando l’atleta si rilassa in una posizione seduta scorretta, quando viaggia a lungo sottoponendo la colonna agli stress da vibrazione oppure quando dorme poco o male su  di un letto non idoneo, la colonna vertebrale ne risente negativamente e i dischi intervertebrali non possono avere il giusto riposo.

4° Cardine: le tecniche di rilassamento (4 CD audio, Tecniche di rilassamento per la Back School, Edizioni Edi.Ermes)

L’apprendimento delle tecniche di rilassamento permette all’atleta di:
·  raggiungere l’autogestione delle proprie tensioni;
·  raffinare la conoscenza di se stesso;
·  migliorare la capacità di concentrazione;
·  eseguire l’allenamento mentale, con la capacità di visualizzare il proprio gesto tecnico e scomporlo nelle parti essenziali;
·  ridurre l’ansia preagonistica;
·  di recuperare meglio tra una prova agonistica e l’altra;
·  di normalizzare la tensione muscolare al termine della gara.

5° Cardine: alimentazione e stile di vita

L’atleta, per il suo benessere e per esprimersi al massimo delle sue possibilità, deve allenarsi in palestra, allenarsi mentalmente  ed allenarsi a tavola.
E’ importante programmare bene l’alimentazione in modo da trarre la massima energia dal cibo e mantenere il peso ottimale.

Motivazioni per l’atleta
L’atleta va motivato e responsabilizzato perché non sempre è disponibile a dedicare del tempo alla sua preparazione psicofisica.
All’atleta va ricordato che una colonna vertebrale sana, efficiente e ben protetta permette non solo di prevenire i dolori, ma anche di migliorare il proprio rendimento e le proprie prestazioni.
In questo modo la carriera dell’atleta non sarà bloccata precocemente per la disabilità del rachide ed egli potrà conservare una colonna vertebrale sana ed efficiente anche quando interromperà l’attività agonistica,  potrà continuare a muoversi con armonia ed agilità per i tanti benefici acquisiti e ricevuti con la pratica sportiva.

Nei libri Back School, Neck School, Bone School – Programmi di lavoro specifici per le patologie del rachide, Edizioni Edi.Ermes  e Mal di schiena – Prevenzione e terapia delle algie vertebrali, Edizioni Edi.Ermes, vengono descritte le principali attività sportive analizzando dettagliatamente la biomeccanica dei loro movimenti tipici e i loro potenziali fattori di rischio.  Ne consegue una strategia per prevenire e combattere i dolori vertebrali.


1. TENNIS

I movimenti tipici del tennis possono danneggiare il rachide lombare ma i loro potenziali pericoli non dipendono tanto dal gesto tecnico in se ma da come il movimento viene  preparato ed effettuato. Le forze di propulsione generate dagli arti inferiori attraverso il rachide lombare vengono amplificate e trasmesse agli arti superiori. La maggior parte di queste azioni si realizza con movimento di rotazione assiale della colonna  vertebrale: quanto più aumenta il grado di rotazione, tanto più aumenta la pressione sui dischi intervertebrali.
Inoltre, il movimento potenzialmente più dannoso avviene quando la rotazione è abbinata alla flessione del rachide. La ripetizione di questi movimenti può, col passare del tempo, provocare discopatia, protrusione o addirittura l’ernia discale.

Di seguito vengono analizzati i movimenti tipici, i fattori di rischio legati alla pratica del tennis e vengono date le indicazioni  per prevenire e combattere i dolori vertebrali.


2. CICLISMO

Chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto ha una posizione in sella comoda sia per la pedalata sia per la colonna vertebrale. Chi fa sport agonistico per raggiungere prestazioni  più elevate assume una posizione meno comoda, più favorevole per l’aerodinamica, ma non fisiologica per la colonna vertebrale.
La posizione aerodinamica del ciclista altera le curve fisiologiche:
·  la lordosi lombare si inverte da concava diventa convessa, assumendo un atteggiamento  di cifosi lombare;
·  la cifosi dorsale aumenta la sua curvatura;
·  la lordosi cervicale aumenta la sua curvatura
.
La zona lombare è in grado di sopportare abbastanza bene tale posizione, seppure per un tempo limitato, perché il peso del tronco viene distribuito tra manubrio e sella. Ma se tale posizione in flessione è  mantenuta a lungo può provocare lombalgia e lesioni ai dischi lombari perché aumenta la pressione sul pilastro anteriore e si produce una forza che fa spostare all’indietro il nucleo discale.
La zona cervicale è ancora più sollecitata: i muscoli estensori del collo sono costantemente contratti in una posizione non fisiologica per permettere all’atleta di guardare avanti. Se si indossa un casco che ostruisce parte della  visione superiore si accentua ulteriormente l’iperestensione del collo.
A questa posizione sfavorevole si aggiungono poi i micro-traumi ripetuti legati ai sobbalzi e alle vibrazioni continue imposte alla bicicletta dal fondo stradale.
Si comprende allora come la posizione aerodinamica mantenuta a lungo provoca facilmente dolore cervicale e lombare.
Il dolore, in questo caso, è un sintomo intelligente. E’ uno stimolo a cambiare posizione. Se questo non avviene, se la posizione è protratta a lungo ecco che gradualmente si avrà un’usura precoce  della colonna. A livello lombare il nucleo discale può andare incontro, con il passare del tempo, a protrusione o peggio ernia. A livello cervicale l’aumento di pressione sul pilastro posteriore, se protratto, può provocare un’artrosi  cervicale precoce.
Per prevenire l’insorgenza di lombalgia e cervicalgia non è sufficiente personalizzare la bicicletta, scegliendo telai su misura, agendo sulle regolazioni (distanza sella pedale e sella manubrio) e sui vari  componenti, ma è consigliabile eseguire alcuni esercizi, sia in bicicletta, sia al termine dell’allenamento o della competizione. Essi vengono descritti sul volume
Back School, Neck School, Bone School – Programmi di lavoro specifici  per le patologie del rachide, Edizioni Edi.Ermes.

3. NUOTO E RIEDUCAZIONE IN ACQUA

Il nuoto si presta più di ogni altro sport ad una azione preventiva dei dolori vertebrali, poiché richiede scioltezza, elasticità e contrazioni non violente. Prerogativa  del nuoto consiste nel fatto che libera il corpo dalla forza di gravità, costituendo per la colonna un riposo attivo e dinamico al tempo stesso. Inoltre il nuoto:
·  potenzia il trofismo ed il tono dei muscoli;
·  migliora la mobilità articolare;
·  apporta benefici anche agli organi interni, con l’aumento della capacità vitale ed il potenziamento cardiocircolatorio;
·  si trae beneficio anche dal massaggio provocato dallo scivolamento dell’acqua sulla pelle;
·  entro certi limiti, anche gli sbalzi di temperatura influenzano favorevolmente il ricambio;
·  la capacità di nuotare permette di entrare in contatto con la natura e di esplorare il meraviglioso mondo sommerso marino.
Per i portatori di gravi deformazioni della colonna vertebrale o di gravi problemi agli arti inferiori il nuoto costituisce una validissima possibilità di mantenere una buona condizione organica. Tuttavia, occorre  precisare come abbiamo visto nel capitolo relativo alla scoliosi, che il nuoto pur essendo un’attività sportiva validissima non ha nei confronti della scoliosi quelle qualità terapeutiche che in passato gli sono state attribuite.

Di seguito vengono analizzati i diversi stili, evidenziando gli errori tecnici ed i loro potenziali fattori di rischio. Inoltre, vengono indicati i movimenti di compenso per riequilibrare il rachide al termine degli  allenamenti e delle competizioni.

NUOTO E DOLORI VERTEBRALI

La ripetizione degli errori tecnici può avere ripercussioni negative sul rachide dei nuotatori che ripetono questo gesto in modo prolungato.
Naturalmente gli atleti che praticano il nuoto a livello agonistico, sono dotati di una preparazione tecnica che permette loro di evitare gli errori descritti: essi riescono, nella nuotata a crawl e sul dorso, con una buona esecuzione della  bracciata, a mantenere il loro corpo compatto nel movimento ondulatorio, riducendo le forze di torsione a livello delle vertebre lombari.
Lo statunitense Cole, in una pubblicazione molto interessante che si occupa della prevenzione e del trattamento dei danni alla colonna vertebrale nel nuoto (Gruppo di studio della Scoliosi e delle patologie vertebrali,  n.4, 2001), fa notare che il nuotatore agonista nuotando 4500 metri per 5 giorni ogni settimana, in un anno esegue circa:
· 600.000 movimenti degli arti superiori;
· 300.000 rotazioni del rachide cervicale;
· 600.000 rotazioni del rachide lombare.
Questi dati dimostrano che il nuoto, pur essendo meno esposto degli altri sport a traumi, provoca un numero elevatissimo di sollecitazioni, che possono far insorgere problemi a livello del rachide e delle spalle.
Ulteriori fattori di rischio sono i microtraumi provocati dal tuffo di partenza e dall’esecuzione della virate.

RIEDUCAZIONE IN ACQUA PER LE ALGIE VERTEBRALI AD INTEGRAZIONE DEI CORSI DI BACK SCHOOL IN PALESTRA
Nel volume
Back School, Neck School, Bone School – Programmi di lavoro specifici per le patologie del rachide, Edizioni Edi.Ermes, capitolo 11°, viene descritto dettagliatamente il programma di rieducazione in acqua per le  algie vertebrali:
·  esercizi di educazione posturale;
·  esercizi di stabilizzazione;
·  esercizi di decontrazione e rilassamento;
·  esercizi per decomprimere i dischi;
·  esercizi di equilibrio e propriocezione.

Il testo continua con l’analisi approfondita delle seguenti attività sportive:

·  atletica leggera
·  triathlon
·  calcio
·  pallacanestro
·  pallavolo
·  sci alpino, snowboard e sci di fondo
·  sci nautico
·  surf a vela
·  canoa e canottaggio
·  golf
·  equitazione
·  trekking
·  ginnastica artistica
·  automobilismo
·  sollevamento pesi

Benedetto Toso

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