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AGGIORNAMENTI CULTURALI: CAFFE' E MAL DI SCHIENA

Nei libri:
· Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione,  conduzione e verifica (testo per insegnanti di educazione fisica e fisioterapisti), Edizioni Edi – Ermes,
· Back School, Neck School, Bone School – Programmi di lavoro specifici per le patologie  del rachide (testo per insegnanti di educazione fisica e fisioterapisti), Edizioni Edi – Ermes,
· Mal di schiena – Prevenzione e terapia delle algie vertebrali (manuale pratico rivolto agli allievi della Back School  e della Neck School, cioè ai soggetti che soffrono di lombalgia e cervicalgia), Edizioni Edi – Ermes, viene esposto il programma di Back School, così come viene svolto presso la palestra MILANINO BACK SCHOOL.

Le cause che provocano la maggior parte dei dolori vertebrali sono: posture e movimenti scorretti, stress psicologici, forma fisica scadente, sovrappeso, obesità e fumo.  Per ottenere un’azione efficace non solo nel ridurre il dolore ma anche nel prevenire le ricadute, occorre agire su questi fattori di rischio. Di conseguenza fa parte del programma della Back School anche la proposta di sane consuetudini alimentari  e di un corretto stile di vita (5° cardine del programma proposto dall’autore).

Nel 17° capitolo del libro Back School, Neck School, Bone School – Programmazione, organizzazione, conduzione e verifica, vengono riportati gli  studi che hanno analizzato la correlazione tra consumo di caffeina e mal di schiena.

Un interessante studio di McPartland e Mitchell (Gruppo di Studio della Scoliosi e delle patologie vertebrali, 1998) ha evidenziato come l’incremento del consumo di caffè è correlato con l’aumento  dell’incidenza dei dolori vertebrali.

Gli autori hanno riscontrato che i pazienti con dolore cronico consumano 2,6 volte più caffeina rispetto ai pazienti di controllo.

Se da un lato l’incremento del consumo di caffeina influisce negativamente sul mal di schiena, dall’altro il dolore cronico può favorire l’abuso del caffè.

· Il dolore cronico favorisce i disturbi del sonno: i pazienti consumano molti caffè  per contrastare la stanchezza e la mancanza di energia.

· È possibile, inoltre, che gli stessi pazienti si servano della caffeina come "analgesico"  per svolgere le attività quotidiane nonostante il dolore costante.

Si rischia, così, che si instauri un circolo vizioso che accresce sempre più la cronicità del dolore, i disturbi del sonno, la facile stanchezza, l’esauribilità  energetica, l’irritabilità e la dipendenza dalla caffeina.

Gli autori descrivono alcuni meccanismi plausibili attraverso i quali la caffeina potrebbe agevolare l’insorgenza dei dolori muscoloscheletrici.

· Dal punto di vista cardiovascolare la caffeina come la nicotina ha un effetto vasocostrittore:  ne consegue una riduzione dell’apporto sanguigno anche a livello dei muscoli e delle strutture del rachide e, di conseguenza, ai dischi intervertebrali. I pazienti affetti da mal di schiena cronico hanno arterie più strette, più occluse nella  regione lombosacrale rispetto agli altri.

· Dal punto di vista neuromuscolare la caffeina ha un effetto stimolante sulla contrazione muscolare  che produce un più rapido affaticamento dei muscoli a contrazione lenta e, di conseguenza, anche dei muscoli lombari.

· Stimola, inoltre, la liberazione di catecolamine come le epinefrine che rendono più  sensibili i nocicettori muscolari, aumentando la percezione del dolore e favorendo l’insonnia.

· Dal punto di vista psicologico la caffeina aumenta l’ansietà ed eccita il sistema  nervoso. Essa è antagonista degli oppioidi e forse delle endorfine: di conseguenza si riduce la tolleranza al dolore e aumenta la sensibilità al mal di schiena.
· La caffeina , infine, come la nicotina provoca un aumento della percentuale di calcio nelle urine agevolando l’osteoporosi.


In molte occasioni ho avuto conferma riguardo l’importanza delle dosi elevate di caffeina nel determinare i dolori vertebrali, osservando soggetti che consumano abitualmente anche più di sei tazzine al giorno.  Essi, pur presentando una colonna vertebrale perfetta e un buon livello delle capacità fisiche di base, spesso soffrono di dolori vertebrali, anche cronici; sono soggetti che difficilmente rispondono al trattamento, finché non prendono coscienza  della loro cattiva abitudine e non riescono a ridurre il consumo di caffeina.


Benedetto Toso

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