Interviste

Rieducare la schiena con la ‘back school’


19/04/2011

​Benedetto Toso

Il mal di schiena è fra le forme di dolore più ricorrenti. Qual è la causa? Quali i possibili rimedi? Ne abbiamo parlato con Benedetto Toso, Posturologo, Università Cattolica, Milano

 

1.            Professor Toso, in assenza di importanti patologie, quali sono le cause che possono determinare il mal di schiena?

L’incidenza delle algie vertebrali, i classici mal di schiena (lombalgie, sciatalgie, cervicalgie, dorsalgie), è molto aumentata negli ultimi decenni non solo tra gli adulti e gli anziani ma anche tra i giovani. La causa principale di questi tipi di disturbi è spesso da imputare più che a patologie del rachide all’utilizzo di posture scorrette che impongono alla colonna vertebrale un allineamento non fisiologico. Questo accade quotidianamente e più volte al giorno: infatti è facile acquisire comportamenti dannosi alla colonna durante lo svolgimento di mansioni o lavori ripetuti, ad esempio mentre si sollevano dei pesi, mentre si stira oppure solo semplicemente mentre si sta seduti. Oltre a questo, in alcuni casi anche lo stress psicologico, il deficit di forma fisica, l’abuso di caffeina e nicotina, la scarsa consapevolezza e conoscenza della fisiologia e della biomeccanica della colonna vertebrale possono incidere negativamente e provocare dolori alla schiena.

 

2.      Una soluzione per il controllo dei dolori alla schiena e l’apprendimento di una corretta postura è rappresentata dalla ‘Back school’. Quando nasce e di che cosa si tratta?

Le ‘Back Schools’, letteralmente tradotte “scuole della schiena”, sono sorte in vari paesi con l’obiettivo di agire sui fattori di rischio, per curare il sintomo-dolore e per prevenire le eventuali ricadute. Dunque esse sono nate con lo scopo di insegnare ed educare ad un uso sano della schiena, attraverso esercizi e posture, secondo quelli che sono i principi chinesiologici che la governano. Infatti la ‘Back School’ unisce i contributi della medicina, della chinesiterapia, dell’ergonomia, della psicologia e dell’educazione alla salute, affidandosi non ad un solo metodo ma ideando un programma personalizzato su più discipline, scelto in base all’obiettivo da raggiungere o alla necessità del paziente.

 

3.      Per chi è indicata la ‘Back School’?

Essa è utile per tutti coloro che soffrono di dolori alla schiena e al collo, che sono soggetti a contratture muscolari da stress o da posture scorrette, per chi ha scoliosi, ipercifosi o alterazioni della lordosi. Il termine Back School indica genericamente scuola della schiena e per schiena si intende la regione posteriore del tronco dalle spalle ai fianchi; pertanto essa si occupa dei dolori che interessano la regione lombare e dorsale del rachide, è consigliata nel trattamento di lombalgia e lombo-sciatalgia, per l’ernia del disco, la spondilolistesi e l’artrosi.

Specializzandosi nella prevenzione e nella terapia dei dolori cervicali ha assunto la denominazione specifica di Neck School, cioè di scuola del collo. È sorta poi una terza forma di Back School definita Bone School (scuola dell’osso), adattata in funzione della prevenzione dell’osteoporosi. È rivolta soprattutto alle signore, a partire dai primi anni della menopausa per attuare un’efficace azione educativa e preventiva nei confronti dell’osteoporosi.

 

4.      Che ruolo svolge il paziente in questo programma di rieducazione?

La Back School riconosce al paziente un ruolo attivo, lo rende protagonista e collaborante per la buona riuscita di qualsiasi trattamento. Ciascuno viene infatti messo nelle condizioni di conoscere come funziona e come è fatta la propria colonna vertebrale per arrivare a capire quali sono i meccanismi che innescano una dinamica dolorosa. Il fine è quello di fare acquisire alla persona maggiore consapevolezza affinché faccia un uso corretto della schiena attraverso esercizi che puntano a ridurre il dolore, decontraendo la muscolatura e rendendo la colonna tonica ed elastica. Vengono infatti insegnate le posizioni da adottare durante le normali attività quotidiane o nel caso di sforzi e si correggono i difetti posturali della colonna. Col tempo chi segue un programma di ‘Bach School’ imparerà anche ad utilizzare gli esercizi per prevenire o contrastare il dolore all’insorgenza di una ricaduta e, con il controllo della respirazione e del rilassamento, a gestire meglio i propri stati di ansia e ad allentare le tensioni.

 

5.      Quanto dura un programma di ‘Back School’?

Si inizia innanzitutto con un esame posturale a cui seguono, di norma, una decina di lezioni con il fisioterapista o con un laureato in scienze motorie. Il programma, una volta appreso correttamente, può essere continuato anche a casa, ma il consiglio è quello di eseguire esclusivamente gli esercizi effettuati durante la lezione per evitare qualsiasi tipo di danno.

 

6.      Come deve essere considerato il dolore?

Come per qualsiasi altra patologia il dolore, anche in questo caso, è un messaggio intelligente, un segnale di allarme della colonna vertebrale che cerca di far capire il suo disagio ed esprime il bisogno di cambiare posizione. Infatti quando le posizioni scorrette vengono mantenute per brevi periodi non provocano danni né lombalgia, ma se al contrario, si assumono per tempi prolungati possono scatenare una serie di disturbi, primo fra tutti la lombalgia. Infatti è sufficiente modificare la posizione o meglio ancora correggere la postura scorretta per eliminare il dolore. Il momento migliore in cui rieducare a sedersi e muoversi correttamente è proprio durante la fase acuta quando qualsiasi atto provoca dolore, così come è più facile convincere ad eseguire regolarmente gli esercizi, quando si acquista la consapevolezza che la loro ripetizione riduce la sintomatologia dolorosa.

 

7.      Durante le fasi di dolore acuto dunque non è corretto mettersi a riposo?.

È convinzione di molti che mettersi a letto durante gli episodi di dolore acuto alla schiena porti sollievo, in realtà non è così perché il movimento ha un ruolo fondamentale nell’accelerare il processo di guarigione. Esso infatti stimola la produzione di alcune sostanze che hanno effetto antidolorifico ed aiuta a rilassare la muscolatura, contratta durante le fasi acute. Dunque, anche in presenza di dolore, è bene svolgere le normali attività quotidiane, camminare molto facendo però attenzione a fermarsi e risposare in caso di fastidio o dolore.

 

8.      Qualche altro accorgimento particolare contro il mal di schiena?

Abbandonare il materasso duro, quello definito ortopedico, spesso adagiato su assi di legno molto rigide montate su una intelaiatura metallica. Il materasso duro, quando si dorme in posizione supina, provoca infatti una eccessiva pressione sui talloni, polpacci, glutei, dorso, nuca e gomiti, che ostacola la circolazione e dà lo stimolo a cambiare spesso posizione. Per ottenere i migliori risultati, il materasso deve accordarsi perfettamente al telaio che lo sostiene, in modo da adattarsi alle curve fisiologiche a da opporre ai rilievi del corpo la giusta controspinta. Un’ottima soluzione è rappresentata dal materasso in lattice, che essendo di spessore limitato, si adatta molto bene al telaio del letto e si conforma alle curve del corpo, avvolgendolo completamente. Ogni parte del corpo in questo modo è sostenuta e avvolta, ricevendo la giusta spinta uguale al suo peso: non vi sono più zone soggette a maggior pressione ma essa è distribuita su tutta la superficie.

 

9.      E il cuscino, anch’esso è importante?

Sì, la funzione del cuscino è fondamentale perché costituisce il supporto della parte più delicata della colonna vertebrale, la regione cervicale, pertanto deve sostenere le vertebre cervicali mantenendo la fisiologica lordosi, così come la sua altezza che deve essere adeguata alle caratteristiche della colonna. Chi ha una colonna ben mobile, senza alterazione delle curve fisiologiche, può fare a meno del cuscino o tenerne uno molto basso. Chi, invece, ha la cifosi rigida o un po’ accentuata (dorso curvo), è bene che usi un cuscino più alto, per evitare che, in posizione supina, la testa cada all’indietro accentuando la lordosi cervicale.

 

10. Come rendersi conto che il cuscino che si utilizza ha la giusta altezza?

Occorre fare attenzione alla verticalità dello sguardo: quando si è distesi e rilassati e la testa si trova sul prolungamento del rachide, gli occhi devono guardare avanti, verso il soffitto. Quindi il cuscino, cosiddetto anatomico per essere veramente tale, deve avere diverse misure, in modo che ognuno possa scegliere la giusta altezza per le caratteristiche della propria colonna.

 

Francesca Morelli