PRESENTAZIONE del Dott. Stefano Negrini

 

La Back School non va intesa semplicemente come una tecnica, quanto piuttosto come una vera e propria forma terapeutica, quasi analoga alla cinesiterapia. Si tratta infatti di quella modalità di approccio al paziente lombalgico che integra strettamente l’educazione formale a scopo preventivo con una cinesiterapia finalizzata ad una miglioramento funzionale del paziente. Quando la Back School non comprende entrambi questi aspetti, allora non è Back School, ma qualcosa di diverso. Non esistono gli esercizi “tipo Back School” come qualcuno ancora oggi si ostina a dire (ma non sa che cosa dice): infatti il modo in cui la cinesiterapia viene “tagliata” sulle esigenze del singolo paziente, ma anche il modo in cui l’educazione viene fornita, o l’introduzione (oramai essenziale in una Back School moderna) di elementi di psicologia cognitiva, sono e devono essere il contributo personale di ogni singolo rieducatore, quel qualcosa in più derivante dalle competenze e dalle conoscenze di ciascuno che rendono inevitabilmente ogni Back School individuale (ed è bene che sia così).

Dicevamo educazione e rieducazione. In questo panorama si inserisce l’ottimo lavoro di quel grande cultore dell’educazione fisica, intesa proprio come educazione e rieducazione, che è il Prof. Toso. Questo testo infatti, affrontando anche le giuste basi teoriche, approfondisce l’argomento con dovizia di particolari e con un’iconografia splendida, accompagnati da strumenti di lavoro utili ed ingegnosi (vedi la scheda di rilevazione del conseguimento degli obiettivi da perseguire). Ed è questa una Back School pienamente “educativa” e “preventiva” proposta come strumento di lavoro nell’ottica di integrazione e collaborazione che le diverse figure professionali devono offrire ai pazienti lombalgici. I componenti dell’équipe riabilitativa, medico, terapista, educatore fisico, devono interagire nella gestione del progetto terapeutico: importante per il paziente, ma anche per i singoli componenti del gruppo, che potranno crescere integrando le relative competenze.

Il secondo volume di quest’opera ci porta poi per mano verso l’impostazione degli esercizi in conseguenza della patologia da cui risulta affetto il paziente/allievo. L’educazione/rieducazione non può infatti prescindere dalla conoscenza della patologia e dall’individualizzazione dell’approccio, sia pure sfruttando i vantaggi indubbi di un contesto di gruppo, rispetto alle problematiche patologiche principali del singolo. Ecco quindi che vengono tratteggiate le conoscenze teoriche delle principali patologie del rachide e vengono individuati i principi biomeccanici dell’esercizio corretto, che viene poi illustrato con la solita competenza e dovizia di particolari. Insomma, un’opera teorica e soprattutto pratica, completa ed estremamente ricca di suggerimenti operative, che deve trovare posto nella biblioteca di un cultore della riabilitazione per le problematiche del rachide.

 

Dott. Stefano Negrini

Direttore Scientifico dell’Istituto Scientifico Italiano Colonna vertebrale (ISICO), Milano

Segretario Scientifico del Gruppo di Studio Scoliosi e patologie vertebrali

Ricercatore dell’IRCCS Fondazione Don Gnocchi, ONLUS, Milano

 

 

Milano, Gennaio 2003